Cantiere Senza Sensi: quando il teatro diventa uno spazio per tutte e tutti

Cantiere Senza Sensi: quando il teatro diventa uno spazio per tutte e tutti

Cultura - 13 ottobre 2026

Cultura

Un palcoscenico sul quale ogni persona possa trovare il proprio posto, indipendentemente dalle proprie caratteristiche e capacità. È da questa idea che nasce il percorso di Cantiere Senza Sensi APS, associazione che da oltre dieci anni utilizza il teatro come strumento di espressione, partecipazione e incontro. La storia di Cantiere Senza Sensi APS comincia a Perosa Argentina, all'interno del Centro Socio Terapeutico (CST), dove un laboratorio teatrale si trasforma progressivamente in una compagnia. Nel 2013 nasce l'Associazione di Promozione Sociale, che prosegue il lavoro attraverso spettacoli, laboratori e iniziative culturali rivolte alla comunità. Fin dall'inizio, la compagnia sceglie di lavorare attraverso il teatro integrato e di comunità, coinvolgendo persone con esperienze, caratteristiche e capacità differenti. Un approccio nel quale ogni partecipante contribuisce alla costruzione dello spettacolo portando sul palco qualcosa di sé.

Ciascuno ha la propria parte, le proprie responsabilità e soprattutto non ci sono ruoli più importanti di altri.

Sul palco, oltre le differenze

Uno degli obiettivi che accompagna il lavoro della compagnia fin dalle origini è quello di mettere in discussione il confine che spesso viene tracciato tra persone con e senza disabilità. L'intenzione è che, durante uno spettacolo, il pubblico non riesca a distinguere chi si trovi da una parte o dall'altra di quel confine. Le differenze così smettono di rappresentare l'elemento attraverso il quale vengono definite le persone. Sul palco, prima di tutto, ci sono attrici e attori. Nel corso degli anni Senza Sensi ha realizzato cinque spettacoli strutturati, affrontando temi sociali attraverso linguaggi e rappresentazioni differenti. Le barriere architettoniche e fisiche, l'esclusione, le migrazioni, la paura della diversità e l'eugenetica sono alcuni degli argomenti che hanno trovato spazio nelle produzioni della compagnia.

Accanto agli spettacoli, l'associazione ha sviluppato attività laboratoriali, anche nelle scuole, portando il teatro fuori dai contesti tradizionali e creando occasioni di confronto con persone di età ed esperienze diverse.

Quando una barriera diventa evidente

Il percorso di Cantiere Senza Sensi APS si intreccia anche con la storia del Teatro delle Valli di Villar Perosa, uno spazio culturale che negli anni ha ospitato spettacoli, incontri e iniziative rivolte al territorio. Proprio qui, durante un evento con Monica Issoglio, è emersa in maniera particolarmente concreta una difficoltà che fino a quel momento aveva limitato la possibilità di utilizzare pienamente il teatro. Monica stava raccontando la propria esperienza e quella del figlio, che utilizza una sedia a rotelle. Al centro del suo intervento c'erano le barriere sociali, le opportunità negate e gli ostacoli che possono condizionare la partecipazione alla vita quotidiana. Durante l'incontro, mentre Monica raccontava le barriere sociali e le opportunità negate alle persone con disabilità, anche suo figlio ha preso la parola. Inizialmente, però, non si trovava sul palcoscenico, perché l'assenza di un collegamento accessibile gli impediva di raggiungerlo autonomamente. 

Poiché dalla sua posizione non era ben visibile al pubblico, lo staff è intervenuto per accompagnarlo sul palco, sollevandolo a mano. Quella situazione ha reso evidente una contraddizione: proprio in un luogo dedicato alla cultura e all'incontro, una barriera architettonica impediva a tutte le persone di partecipare alle stesse condizioni. Da quell'esperienza è maturata la consapevolezza della necessità di dotare il teatro di un servoscala, affinché anche le persone con disabilità motoria potessero accedere al palcoscenico.

Un teatro accessibile per una cultura più aperta

L'installazione del servoscala al Teatro delle Valli rappresenta un passaggio importante per Cantiere Senza Sensi APS e per la comunità locale. Rendere accessibile un palcoscenico significa permettere a più persone di recitare, intervenire durante un incontro, prendere parte a una rappresentazione o contribuire a un evento culturale. È un cambiamento particolarmente significativo per un'associazione che ha fatto del teatro integrato uno degli elementi centrali della propria attività.

Da anni Senza Sensi organizza anche Sghembo Festival, un'iniziativa attraverso la quale prosegue il proprio lavoro culturale e di coinvolgimento della comunità. Tra i desideri che hanno accompagnato la sua organizzazione c'è sempre stato quello di trovare una casa priva di barriere architettoniche, capace di accogliere tutte le persone, sia tra il pubblico sia sul palcoscenico. L'installazione del servoscala rappresenta anche la possibilità di dare una risposta concreta a questa esigenza, rendendo il teatro uno spazio maggiormente accessibile per le future iniziative.

Senza Sensi e il progetto V.I.T.A.

L'esperienza di Cantiere Senza Sensi APS si inserisce nel progetto V.I.T.A. – Valli Inclusive per un Turismo Accessibile, promosso dall'Unione Montana dei Comuni delle Valli Chisone e Germanasca, che coinvolge diverse realtà impegnate nella costruzione di un territorio più accessibile e accogliente. All'interno del progetto, l'associazione contribuisce in particolare alla dimensione culturale dell'accessibilità, portando un'esperienza costruita negli anni attraverso il teatro, il lavoro con le scuole e il coinvolgimento della comunità. 

Per conoscere le altre realtà coinvolte e scoprire gli interventi dedicati all'accessibilità nelle Valli Chisone e Germanasca, è possibile approfondire il progetto V.I.T.A. attraverso gli articoli e le iniziative raccontate da Cityfriend.

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